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    CoaguChek®

     

    Un modo semplice per misurare l'INR

Automonitoraggio da parte dei pazienti

I farmaci VKA possono richiedere giorni prima di rilevarsi efficaci. Per questo motivo, all’inizio del trattamento è necessario eseguire il test INR con una maggiore frequenza:

  • Giornalmente, se il paziente è ricoverato
  • Variabile a discrezione del proprio medico curante
  • Quando il paziente si è stabilizzato, la frequenza minima (20) è una volta ogni:
  • 4 settimane (pazienti stabili)
  • 2 settimane (pazienti meno stabili)
  • Settimanale: l'85% dei pazienti rimane nel range target quando il monitoraggio è settimanale, mentre solo il 50% rimane nel range target se il monitoraggio è mensile. Heneghan et al.(19)

Naturalmente il fatto che i pazienti debbano recarsi con una certa frequenza presso un centro specializzato o un laboratorio può incidere negativamente sulla loro qualità di vita (per il tempo sottratto al lavoro, il disagio e i costi associati allo spostamento). Inoltre per molti loro spostarsi per effettuare gli esami dalle due alle quattro volte al mese non è un opzione fattibile. Fortunatamente però molti pazienti possono essere istruiti per eseguire il test a casa in modo tale da migliorare la loro qualità di vita sia dal un punto di vista medico che sociale. 

Col tuo aiuto,  medico professionista, pazienti adeguatamente formati possono eseguire a casa la misurazione dei loro valori in modo affidabile i e perfino regolare di conseguenza la posologia del farmaco.(3) Per questi pazienti, l'automonitoraggio è economicamente conveniente e porta a risultati tanto soddisfacenti quanto quelli ottenuti da un esame INR standard presso un centro specialistico.(1, 2, 4-7)

Modello 3: Automonitoraggio e autogestione da parte del paziente 

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Modello 3a: Automonitoraggio

Molti pazienti sono in grado, dopo un adeguata formazione, di controllare il proprio INR a casa o in viaggio. Il paziente si assume la responsabilità di misurare l'indice INR, mentre la decisione di regolare o meno il dosaggio della terapia spetta al medico curante. Questo modello, in cui il paziente utilizza un dispositivo point-of-care a casa propria ma è il medico a prendere le decisioni sul dosaggio terapeutico, è il più comune per il monitoraggio domestico dell'INR.

  • I dispositivi portatili consentono di misurare il valore INR con una goccia di sangue capillare(16)
  • I modelli funzionanti a batteria, incluso il CoaguChek, sono precisi(16) e approvati dalla FDA per l'impiego domestico(16)
  • Il monitoraggio a casa è consigliato rispetto a quello eseguito in ambulatorio per i pazienti trattati con warfarin che si dimostrano motivati e pronti ad autogestirsi.(17)
  • Alcuni vantaggi dell'automonitoraggio eseguito dal paziente:
    • Costi e disagio notevolmente contenuti grazie alla ridotta frequenza delle visite presso centri della coagulazione o laboratori(16)
    • Migliore controllo dell'azione anticoagulante(18); aumento del TTR(17)
    • Migliori risultati per la salute,(18) inclusa la significativa riduzione di eventi tromboembolici(19)

Per saperne di più sul Self-Testing, visita la pagina testimonianze 

Modello 3b: Autogestione

Alcuni pazienti, dopo un ulteriore addestramento, sono in grado sia di controllare il proprio INR, sia di regolare il dosaggio dei farmaci anticoagulanti (entro alcuni limiti) in base ai risultati ottenuti con il test. In Germania, ad esempio, sono oltre 16.000 i pazienti che controllano il proprio INR e regolano di conseguenza il dosaggio del farmaco anticoagulante. Naturalmente, tali pazienti restano in regolare contatto con il medico di riferimento, per qualsiasi dubbio o chiarimento.

Benefici clinici

Gli studi dimostrano che, rendendendo immediatamente disponibili i valori di INR, l'automonitoraggio migliora l'efficacia del trattamento con anticoagulanti orali:

  • Significativo miglioramento della qualità dell'azione anticoagulante, migliore e più rapido aggiustamento della terapia e meno fluttuazioni dell'INR. (8).
  • Aumento del TTR, associato alla riduzione di eventi tromboembolici.
  • Riduzione dei rischi rispetto ai pazienti che eseguono al monitoraggio tradizionale (Usual care)
  • signifcativa riduzione del tasso di mortalità (pari al 19%), del sanguinamento (44%) e delle complicanze tromboemboliche (43%) rispetto al modello UC.(2)
  • riduzione del numero e della durata dei ricoveri (11)
  • Nessuna dipendenza da farmaci specifici per paese o produttore
  • Più sicurezza se cambiano le condizioni di vita (3)

Provata positività a lungo termine del rapporto costo-benefici per il sistema sanitario.

Benefici per i pazienti

I benefici dell'automonitoraggio e dell'autogestione per il paziente sono diversi e insieme contribuiscono a migliorarne la qualità di vita:

  • I pazienti guadagnano indipendenza, ad esempio, non devono più assentarsi dal lavoro e per loro viaggiare diventa molto più semplice. (4,14)
  • Il paziente si sente più coinvolto nella condizione che vive e dimostra una maggiore compliance(15)
  • Il prelievo è quasi indolore e la quantità di sangue necessaria è minima rispetto al prelievo venoso: basta una goccia dal polpastrello.
Benefici per il medico
  • Non è necessaria alcuna flebotomia: l'INR viene misurato con una sola goccia di sangue, si valutano i risultati e la regolazione del dosaggio è pronta in pochi minuti
  • Tutto avviene nell'ambito di un'unica visita: nessuna perdita di tempo per la spedizione dei campioni e l'attesa dei risultati. 
  • Il paziente avverte di essere supervisionato in sicurezza, è più soddisfatto dalla visita e dimostra di conseguenza più compliance e fiducia nel rapporto con il medico.
  • L'esame dell'INR viene eseguito sempre con lo stesso dispositivo o con la stessa gamma di strumenti. I risultati non vengono influenzati dall'impiego di metodi o reagenti differenti (10). Il risultato è direttamente confrontabile con quelli precedenti, le variazioni sono subito evidenti e la terapia può essere regolata con effetto immediato

Testing al Point of Care - La fiducia è la chiave per il successo della terapia

Compatto e leggero, il sistema CoaguChek® XS è specificamente progettato l'utilizzo da parte del medico e l'innovativo Coaguchek® INRange per l'automonitoraggio da parte del paziente. Poiché il modulo di misurazione è lo stesso dei sistemi CoaguChek® Pro II ,se si utilizza CoaguChek in ambulatorio, si può stare certi che le misurazioni dei pazienti si correlano bene con i test eseguiti in ospedale.

Bibliografia

1. Lind SE, Pearce LA, Feinberg WM, Bovill EG. Clinically significant differences in the International Normalized Ratio measured with reagents of different sensitivities. SPAF Investigators. Stroke Prevention in Atrial Fibrillation. Blood Coagul Fibrinolysis 1999; 10:215-227.
2. Heneghan C, Alonso-Coello P, Garcia-Alamino JM, Perera R, Meats E, Glasziou P. Self-monitoring of oral anticoagulation: a systematic review and meta-analysis. Lancet 2006; 367:404-411.
3. Ansell J, Jacobson A, Levy J, Voller H, Hasenkam JM. Guidelines for implementation of patient self-testing and patient self-management of oral anticoagulation. International consensus guidelines prepared by International Self-Monitoring Association for Oral Anticoagulation. Int J Cardiol 2005; 99:37-45.
4. Cromheecke ME, Levi M, Colly LP, et al. Oral anticoagulation self-management and management by a specialist anticoagulation clinic: a randomised cross-over comparison. Lancet 2000; 356:97-102.
5. Voller H, Glatz J, Taborski U, Bernardo A, Dovifat C, Heidinger K. Self-management of oral anticoagulation in nonvalvular atrial fibrillation (SMAAF study). Z Kardiol 2005; 94:182-186.
6. Sawicki PT, Glaser B, Kleespies C, et al. Self-management of oral anticoagulation: long-term results. J Intern Med 2003; 254:515-516.
7. Garcia-Alamino JM, Ward AM, Alonso-Coello P, et al. Self-monitoring and self-management of oral anticoagulation. Cochrane Database Syst Rev; 4:CD003839.
8. Koertke H, Minami K, Boethig D, et al. INR self-management permits lower anticoagulation levels after mechanical heart valve replacement. Circulation 2003; 108 Suppl 1:II75-78.
9. Menendez-Jandula B, Souto JC, Oliver A, et al. Comparing self-management of oral anticoagulant therapy with clinic management: a randomized trial. Ann Intern Med 2005; 142:1-10.
10. Chiquette E, Amato MG, Bussey HI. Comparison of an anticoagulation clinic with usual medical care: anticoagulation control, patient outcomes, and health care costs. Arch Intern Med 1998; 158:1641-1647.
11. Koertke H, Minami K, Bairaktaris A, Wagner O, Koerfer R. INR self-management following mechanical heart valve replacement. J Thromb Thrombolysis 2000; 9 Suppl 1:S41-45.
12. Anderson DR, Harrison L, Hirsh J. Evaluation of a portable prothrombin time monitor for home use by patients who require long-term oral anticoagulant therapy. Arch Intern Med 1993; 153:1441-1447.
13. Taborski U, Wittstamm FJ, Bernardo A. Cost-effectiveness of self-managed anticoagulant therapy in Germany. Semin Thromb Hemost 1999; 25:103-107.
14. Sawicki PT. A structured teaching and self-management program for patients receiving oral anticoagulation: a randomized controlled trial. Working Group for the Study of Patient Self-Management of Oral Anticoagulation. Jama 1999; 281:145-150.
15. Diehm C. [Self-management of anticoagulation therapy]. MMW Fortschr Med 2005; 147:34-36.
16. Bloomfield HE et al (2011) Ann Int Med 154:472-482
17. Guyatt et al (2012). Chest 141:7S-47S
18. Levi et al (2009). Sem Thromb Hem 35:527-542
19. Heneghan et al (2012). Lancet 379:292-293
20. Phillips KW, Ansell J. Outpatient management of oral vitamin K antagonist therapy: defining and measuring high-quality management. Expert Rev Cardiovasc Ther 2008; 6:57-70
21. 33. Woods, K., Douketis, J.D., Schnurr, T., Kinnon, K., Powers, P. et al. (2004). Patient preferences for capillary vs. venous INR determination in an anticoagulation clinic: a randomized controlled trial. Thromb Res 114(3), 161-165.