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Viaggi e terapia anticoagulante: una combinazione salutare?

Eberhard Braun

Dr. Sucker

Medico Specialista di Medicina Trasfusionale e di Medicina Interna ha una lunga esperienza nel trattamento di pazienti con anticoagulanti. È il direttore medico del LaboMed Coagulation Center di Berlino e autore di numerose pubblicazioni scientifiche su questo argomento.

Viaggi e terapia anticoagulante – una scelta salutare?

Assolutamente. Ma prima di intraprendere un viaggio, ci sono alcune cose di cui si dovrebbe discutere con il proprio medico. Per esempio: devo preoccuparmi del clima? Sarò in grado di ottenere un trattamento medico adeguato in caso di emergenza? È necessaria la profilassi di viaggio? Tenete a mente che alcune vaccinazioni e farmaci preventivi, come i quelli anti-malaria, possono influenzare la coagulazione del sangue.

Cosa devo sempre portare con me?

Siate sicuri di portare con voi anticoagulanti e  gli altri farmaci necessari in quantità sufficienti. A questo si aggiunge la propria tessera sanitaria e l’ultima prescrizione del vostro medico. Un must assoluto per chi esegue l’automonitoraggio è il prorio misuratore e tutti i suoi accessori. Assicurarsi di riporre tutto ciò nel bagaglio a mano e non in quello in stiva, in modo tale da avere il necessario sempre a portata di mano, anche in caso di ritardi o nel caso in cui il bagaglio dovesse essere smarrito. 

Esiste un collegamento diretto tra il viaggio e la coagulazione del sangue?

La risposta è forse. Prendiamo ad esempio il cibo e il clima: questi fattori hanno certamente un impatto sulla coagulazione. Inoltre è necessario considerare la gente che va in vacanza ha interessi diversi: c'è chi è più attivo e si impegna in attività sportive e chi preferisce rilassarsi su una sedia a sdraio o un’amaca. Se le attività durante il viaggio rappresentano un cambiamento del prorpio stile di vita usuale, allora questo può avere un effetto sulla coagulazione del sangue, ma non necessariamente. Confrontarvi con il vostro medico appena iniziate a pianificare il prossimo viaggio. 

Quando si viaggia si dovrebbe monitorare la coagulazione più frequentemente?

Uno dei vantaggi dell’automonitoraggio è la possibilità di controllare i propri valori dove e quando si presferisce, anche durante il viaggio. Alcuni studi hanno dimostrato che i pazienti che eseguono l'automonitoraggio regolarmente hanno un migliore controllo del loro trattamento una migliore qualità della vita e hanno meno probabilità di avere un ictusrispetto a chi fa i controlli in clinica.  Per questo motivo, vi invito a continuare ad eseguire i controlli secondo il programma prescritto anche durante il viaggio. L’automonitoraggio, con una piccola puntura del polpastrello e un test di 60 secondi vi dà l'indipendenza per godervi la vacanza e tutte le attività quotidiane, fornendovi al contempo una misurazione del valore di INR confrontabile a quella che si otterrebbe in un laboratorio analisi. I pazienti imparano anche come i proprio corpo reagisce ai cambiamenti che deve fronteggiare durante un viaggio e quindi a regolare indipendentemente il dosaggio del farmaco. Naturalmente questo richiede un po 'di pratica che generalmente i pazienti che eseguono l’automonitoraggio acquisiscono già a casa. Nel caso di fluttuazioni estreme dei valori di INR, vi invito a consultare sempre un medico nel luogo in cui siete in vacanza.

Ha qualche altro consiglio per i pazienti che viaggiano?

Godetevi il vostro viaggio il più che potete! Cambiare aria è estremamente importante per rilassarsi veramente. Questo vale in generale per tutti. Per i pazienti che si sottopongono a terapie anticoagulanti è necessario solo un piccolo sforzo in più nella preparazione del viaggio per trascorrere una vacanza piacevole e serena.