Domande frequenti

Quali sono i vantaggi dell’automonitoraggio dell’INR per il paziente?

I vantaggi dell’automonitoraggio in uno sguardo:

 

  • Aiuta il paziente a dare il suo contributo alla terapia – raggiungendo una maggiore compliance
  • Controlli più frequenti si traducono in un tempo maggiore all’interno del range terapeutico (e perciò meno complicazioni)
  • Qualità di vita superiore, maggiore indipendenza al lavoro, in vacanza e a casa
  • Niente più prelievi venosi (solo una goccia di sangue dal dito)

 

 

Quanto frequenti devono essere le misurazioni?

L’intervallo di misurazione è solitamente stabilito  dal medico.
Se i risultati sono poco plausibili e variano notevolmente, è necessario un controllo più frequente. I valori misurati dal paziente con il suo CoaguChek e i valori del controllo di laboratorio dovrebbero comunque essere discussi con il medico responsabile della terapia.

Qual è il significato di un tempo di Quick di es. 100%?

Significato: valore perfettamente normale

Uno scienziato americano di nome Quick sviluppò questo metodo per determinare il tempo di coagulazione negli anni 30. il criterio con cui si determina il tempo di Quick è il seguente: il sangue venoso o capillare viene messo a contatto con un reagente della coagulazione (=tromboplastina) e fatto coagulare in una provetta. Viene poi misurato il tempo necessario al campione per coagulare. Il risultato non è misurato in secondi ma come percentuale del tempo normale di coagulazione. I tempi di coagulazione vengono valutati in un diagramma: maggiore è il tempo di coagulazione, minore è la percentuale.
Per una persona che non deve assumere anticoagulanti orali (antagonisti della vitamina K) il tempo di Quick di solito varia tra 70% e 130%. Un tempo di Quick di 30% indica un tempo di coagulazione molto lungo. Minore è il tempo di Quick, maggiore è il tempo necessario al sangue per coagulare.

Cos’è l’INR (International normalized ratio)?

All’inizio degli anni ’80, l’Organizzazione mondiale della Sanità (WHO, world health organization) raccomandò l’uso dell’INR al posto del tempo di Quick nella determinazione del tempo di coagulazione.

Come viene calcolato l'INR?

Il valore di INR è anche calcolato dal tempo di coagulazione del paziente. Nel calcolo viene incluso il valore di ISI. I produttori calcolano l’ISI (International Sensivity Index) in base alla tromboplastina standard internazionale. In questo modo, le differenti sensibilità dei reagenti presenti in commercio sono compensate.

Qual è la formula per calcolare l'INR?

Prima di tutto si divide il tempo di coagulazione del paziente per il tempo di coagulazione di un individuo sano (valore normale o controllo). Il ratio calcolato rappresenta l’aumento del tempo di coagulazione del paziente rispetto a quello dell’individuo sano. Tuttavia, poiché la sensibilità delle diverse tromboplastine è differente (dovuto alla loro origine), deve essere tenuto in considerazione il fattore di sensibilità (ISI). L’ISI è l’esponente al quale deve essere elevato il ratio.

Come viene fatta la comparazione?Cosa significa ISI?

Utilizzando l’indice di sensibilità internazionale (ISI, International sensitivity index), è possibile comparare diversi INR. I risultati vengono così standardizzati. Ogni produttore mette a confronto il suo reagente con la tromboplastina standard di riferimento proposta dalla OMS (organizzazione mondiale della sanità). L’ISI della tromboplastina ricombinante umana è molto vicino a 1. Ogni produttore determina l’ISI del suo lotto di reagente comparando il lotto di produzione di tromboplastina con un master lot calibrato in base alla tromboplastina di riferimento. L’ISI calcolato in questo modo servirà per calcolare l’INR in quanto esponente che dipende dal lotto e dal metodo.

Quale significato ha il valore di INR?

Un individuo che non fa uso di farmaci anticoagulanti orali ha tipicamente un INR pari a 1. Un valore di INR pari a 2 si traduce in un tempo di coagulazione raddoppiato rispetto al normale. Di conseguenza, un INR pari a 3 è indice di un tempo di coagulazione triplicato rispetto al normale.
Conclusione: maggiore è il valore di INR, quindi maggiore è il tempo di coagulazione, più è difficile la coagulazione.

Qual è il vantaggio di utilizzare l’INR?

L'INR è l’unità di misura internazionale, raccomandata in tutto il mondo, per il Tempo di Protrombina (PT, prothrombin time). L’OMS raccomandava l’uso dell’INR al posto del Tempo di Quick come unità di misura della coagulazione già all’inizio degli anni 80.
Le ragioni dell’utilizzo dell’INR:

  1. L’INR è comparabile, cioè, i valori risultanti da diverse misurazioni sono sempre comparabili nonostante l’uso di diverse tromboplastine
  2. L’INR permette la standardizzazione dell’intensità di coagulazione per determinate condizioni cliniche, indipendentemente dalla tromboplastina e dallo strumento utilizzati
  3. L’INR permette un migliore monitoraggio della terapia del paziente
  4. L’INR è inversamente proporzionale al Tempo di Quick.
Cosa significa “intervallo terapeutico standard”

L’intervallo terapeutico standard dei reagenti è determinato dallo stesso produttore. E’ indicato come tempo di Quick e come INR. Il range terapeutico specificato dal paziente è, in generale, l’intervallo di valori all’interno del quale dovrebbe restare l’INR/Tempo di Quick di un paziente in terapia anticoagulante. Nel calcolo di un intervallo terapeutico standard le condizioni individuali del paziente non sono prese in considerazione.

I valori di Quick/INR sono influenzati dal consumo di alcol?

Il consumo occasionale di grandi quantità di alcol ha un effetto coagulante.
Il consumo cronico invece ha l’effetto opposto, la coagulazione si riduce, e ciò è rilevante quando un soggetto non è in grado di reggersi sulle proprie gambe perché c’è il rischio di cadere e ferirsi. Perciò è tutta una questione di equilibrio!

Farmaci: l’INR/Quick è influenzato dall’assunzione di certi farmaci?

Alcuni farmaci possiedono attività di incremento o inibizione della coagulazione. In qualsiasi caso, controllate sul foglietto illustrativo alla voce “interazioni, effetti collaterali, indicazioni terapeutiche, controindicazioni, avvertenze” se sono riportate indicazioni riguardanti gli anticoagulanti orali.

Quali farmaci incrementano l’azione dei cumarinici (antagonisti della vitamina K)?
  1. Analgesici (es. acido acetilisalicilico)
  2. Antireumatici (es. fenilbutazone)
  3. Antibiotici (es. penicilline, ampicilline, tetracicline)
  4. Anticolesterolemici (statine, fibrati)
  5. Farmaci antiaritmici (es. amiodarone, chinidina)
  6. Antidepressivi (es. antidepressivi triciclici)
  7. Diuretici (es. acido etacrinico)
  8. Farmaci ipoglicemizzanti (es. sulfaniluree)
  9. Ormoni tiroidei

Qui sono indicate solo le classi di farmaci e i farmaci più comunemente usati. La lista non è completa

 

Quali farmaci riducono gli effetti dei cumarinici?

Riduzione dedegli effetti dei cumarinici significa: aumento della trombofilia, caduta dell’INR, aumento del tempo di Quick.

  1. Antiepilettici (es. carbamazepina, barbiturici)
  2. Farmaci antimicotici (es. griseofulvina)
  3. Farmaci antitubercolari (es. rifampicina)
  4. Multivitaminici (contenenti vit.K)
  5. I lassativi devovo essere utilizzati con cautela perché gli effetti sull’anticoagulazione non sono prevedibili

Qui sono indicati solo i farmaci e le classi di farmaci più comunemente usati. La lista non è completa.